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La Revisione Legale

25 Marzo 20200

Il Bilancio d’esercizio ha conosciuto negli ultimi anni profonde trasformazioni ed evoluzioni, tendenti a garantire trasparenza e veridicità all’informazione societaria.

Per questo motivo, un Bilancio presentato secondo i migliori standard informativi è meglio recepito dagli azionisti, dagli enti finanziatori, dal pubblico e da tutti coloro che hanno un rapporto con l’azienda.

La Revisione del Bilancio consiste nella espressione di un giudizio professionale, formulato in seguito allo svolgimento di procedure di revisione contabile, sull’attendibilità con cui il Bilancio stesso presenta la situazione patrimoniale, finanziaria ed il risultato economico, secondo stabiliti principi contabili.

Oggi la normativa che regola la revisione contabile è quella contemplata dal D.Lgs. 39/2010.

La Revisione legale dei conti si esplica attraverso le attività indicate nell’art. 14, comma 1 del citato D.Lgs. 39/2010 e consiste:

  • nell’espressione con apposita relazione di un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato, ove redatto;
  • nella verifica nel corso dell’esercizio della regolare tenuta della contabilità sociale e della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.

In generale, l’attività di revisione legale dei conti è un processo complesso di verifiche e procedure svolte, dai revisori persone fisiche e società di revisione iscritti al Registro dei revisori legali

L’obbligo della Revisione del Bilancio, in un primo periodo previsto solo per le Società quotate alla Borsa Valori, è stato esteso a molte altre categorie di aziende.

Infatti, a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 14/2019 (“Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”) e del D.L. 32/2019 (“Decreto sblocca canteri”) è stato modificato l’articolo 2477, comma 2, lett. c), cod. civ., secondo cui le società a responsabilità limitata e le società cooperative (costituite in forma di Srl) devono procedere alla nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore al superamento per due esercizi consecutivi di almeno uno dei seguenti limiti:

La revisione legale o contabile si basa su quattro step fondamentali:

  • Analisi dell’attività;
  • Pianificazione della revisione;
  • Esecuzione;
  • Espressione del giudizio finale.

Ognuno di questi step comprende al suo interno una serie di attività volte a formare un macrostep per lo svolgimento dell’attività.

L’analisi

Fondamentale per il successo della revisione contabile è un’analisi preliminare dell’azienda esaminata. È quindi necessario conoscere il suo core business, la sua metodologia di lavoro, le sue procedure e i rischi a cui va incontro durante lo svolgimento dell’attività. Quest’ultimo punto è particolarmente importante: il rischio viene distinto in intrinseco (IR) e di controllo (CR).

Il primo si riferisce a fattori che non dipendono dall’azienda o dal revisore, ma a fattori esterni. Quello di controllo riguarda invece la mancata rilevazione di un errore di procedura.
Esiste anche il rischio di individuazione, che riguarda proprio la mancata individuazione dell’errore significativo da parte delle procedure.

La pianificazione

Sempre il rischio, anche se di altra tipologia (quello di revisione), costituisce il punto di partenza della seconda fase, quella di pianificazione.

Quest’ultima è appunto una programmazione della revisione contabile, da effettuarsi in base a verifiche di controllo interno, verifiche di fattibilità e analisi comparative.

Il rischio

Quale rischio potrà mai esserci nell’effettuare una valutazione per un bilancio?

Con questo termine ci si riferisce al rischio di dare un giudizio sbagliato sul bilancio dell’azienda. Sia nel senso di dare un giudizio negativo a un bilancio ben fatto, sia di dare un giudizio positivo non meritato. Quindi, prima ancora di procedere al bilancio, bisognerà calcolare il rischio. Questo viene fatto tenendo conto della sua entità e l’ammontare, più il rischio intrinseco e di controllo sommato a quello di individuazione.

Come ho già detto prima, il rischio intrinseco e quello di controllo non dipendono dall’operatore del revisore, ma quest’ultimo deve tenerne conto e deve anzi farne una stima. Una volta individuati questi fattori si procede a una serie di calcoli che permettono di determinare l’entità di ogni rischio, che deve poi essere valutata in percentuale per capire se rientra nella tollerabilità. Ti risparmio tutta questa serie di calcoli, perché si tratta del lavoro del revisore e non di quello dell’imprenditore! Quello che ti interessa è invece capire come vengono effettuati i controlli.

I controlli

Ovviamente un revisore non può verificare ogni singola voce del bilancio, né nel caso di una piccola attività né, ovviamente, nel caso di una multinazionale. Richiederebbe un anno di lavoro!
Questo significa che i controlli dovranno essere circoscritti in qualche modo. Si può quindi procedere con un controllo a campione.

Questo tipo di controllo può essere soggettivo o statistico. Nel caso di quello soggettivo, il revisore può decidere in base alla sua esperienza di prendere in esame tutti i movimenti più significativi e includere poi qualche movimento non significativo.

Il controllo statistico invece può basarsi, ad esempio, su un elemento mancante in un determinato documento, e ha quindi lo scopo di verificare la conformità dello stesso alla procedura.

La verifica

Quello che il revisore prende in esame è dunque una piccola parte dell’operato. Per avere una visione complessiva basterà quindi proiettare i risultati, ossia moltiplicarli e rapportarli al volume dell’azienda.

Il nostro approccio

L’esperienza ci ha insegnato che l’attività di revisione contabile assolve al meglio la propria funzione se viene vista non come un fatto “ispettivo”, ma come momento di “collaborazione” con la Direzione Aziendale e con il personale amministrativo impiegato nelle operazioni di contabilità e di predisposizione del bilancio.

Il nostro approccio si propone pertanto di ostacolare il meno possibile l’attività lavorativa del personale amministrativo dell’azienda cliente per evitare inutili sprechi di tempo e di energie.

Attraverso una “ponderata” pianificazione, siamo in grado di anticipare il più possibile l’evidenziazione delle problematiche di bilancio e la ricerca della loro soluzione e contestualmente di non rendere necessaria la nostra costante presenza durante i momenti topici della chiusura del bilancio.

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